La bioplastica

"La promessa di una materia leggera, che accarezza il mondo senza lasciare traccia."

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Che cos’è?
È un materiale alternativo alla plastica tradizionale, sostenibile e a basso impatto, che può trasformarsi in compost attraverso un processo di biodegradazione che avviene in meno di 6 mesi negli appositi impianti industriali di riciclo.

Come si riconosce?
Per distinguerla basta controllare che sia riportato uno dei marchi che ne certificano le caratteristiche di compostabilità previste dalla norma europea EN 13432.

Come si ricicla?
Va riciclata insieme alla frazione umida nella raccolta differenziata dell’organico (colore marrone), con scarti o avanzi alimentari, fondi di caffè o bustine del tè, tovaglioli di carta sporchi, piccole quantità di fiori o foglie etc.

I rifiuti organici raccolti, trasportati e riciclati negli appositi impianti per il compostaggio industriale, si trasformano in biogas e compost (un fertilizzante naturale).

Dove la si trova?
Viene utilizzata in una grande varietà di prodotti ed imballaggi come ad esempio: sacchetti per frutta e verdura, shopper, vaschette, pellicole, retine, capsule per bevande e caffè, piatti

La bioplastica compostabile non deve essere:

  • utilizzata per il compostaggio domestico, perché i tempi di trasformazione sarebbero troppo lunghi
  • conferita nella raccolta degli imballaggi in plastica perché la inquinerebbe
  • abbandonata nell’ambiente.

 

Per altri info guarda il pieghevole 

 

Ultimo aggiornamento: 03/07/2026, 11:45

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