Descrizione
Dove nascono i maestri? È per rispondere a questa domanda che si è realizzato a Collegno il primo open day alla sede di Collegno della Facoltà di Scienze della Formazione Primaria, con oltre duecento presenze accolte nella prima giornata di giovedì 5 marzo e attese per venerdì 6 marzo.
L’iniziativa, promossa dall’Ateneo e sostenuta dalla Città di Collegno – rappresentata dal Sindaco Matteo Cavallone, dal Vicesindaco Antonio Garruto e dall’Assessore all’Istruzione Clara Bertolo – nasce in collaborazione con il Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria, guidato dal Presidente Prof. Cristiano Giorda, e con il coinvolgimento del Vicerettore alla Didattica, Prof. Matteo Milani. Con il patrocinio della Città di Collegno il progetto nasce dall’idea concreta di Rodolfo Galati e Stefano Colombi tutor Coordinatori e Organizzatori dell’Uscot di UniTO, per aprire l’Università alla comunità rendendola uno spazio possibile, vicino e accessibile anche per i più piccoli, e offrendo ai futuri insegnanti un’occasione di formazione autentica. Presente anche la consigliera regionale Gianna Pentenero e il Vicesindaco di Città Metropolitana Jacopo Suppo.
L’apertura del 5 marzo è stata affidata al Maestro Libero Iannuzzi, docente nella mattinata per le universitarie e universitari, e al pomeriggio presente al laboratorio musicale partecipativo con oltre 200 bambini. La scelta della musica come primo linguaggio non è casuale: è ascolto, relazione, ritmo condiviso. È un modo per dire che il sapere non è solo trasmesso, ma vissuto, e che l’Università può essere un luogo di esperienza prima ancora che di studio. Il giorno successivo, i bambini saranno coinvolti in laboratori di chimica, tecnologia, storytelling e CLIL, geografia e STEM: attività concrete pensate per trasformare l’apprendimento in esplorazione e per mostrare che la conoscenza prende forma attraverso la sperimentazione. Ad accoglierli i tutor Valentina Leo, Manuela Roccia, Marzia Quaglia, Isabella Previto, Emanuela Boffa Ballara, insieme agli studenti del quinto anno di Scienze della Formazione Primaria, per i quali l’evento rappresenta un momento di crescita professionale e personale.
«Accogliere i bambini nelle aule universitarie della nostra città significa offrire loro un orizzonte nuovo, concreto e vicino» dichiara il Sindaco Matteo Cavallone. Collegno crede profondamente nel valore dell’educazione come bene comune e nel ruolo delle istituzioni quando sanno collaborare. Oggi questi bambini scoprono un luogo che un domani potrebbe diventare il loro. È un gesto semplice, ma capace di generare futuro. Ringrazio l’Ateneo, i docenti, i tutor e gli studenti che hanno reso possibile questo incontro: offrire ai futuri insegnanti un’occasione di formazione autentica e ai bambini un’esperienza di scoperta è un investimento prezioso per tutto il territorio».
Presenti anche il Vicerettore alla Didattica, Prof. Matteo Milani, e il Presidente del Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria, Prof. Cristiano Giorda: «L’Università è un presidio culturale che appartiene alla comunità. Aprirla ai più piccoli significa riconoscere che la curiosità, la meraviglia e il desiderio di conoscere sono il punto di partenza di ogni percorso formativo. Questa esperienza è preziosa anche per i nostri studenti, che sperimentano sul campo cosa significhi educare, accompagnare, ascoltare.»
Aggiunge il Vicesindaco Antonio Garruto con delega all’Università e alla Progettazione strategica: «Mettere in dialogo bambini e futuri insegnanti è un atto educativo potente. I nostri studenti vivono un’esperienza che li prepara alla professione in modo autentico, mentre i bambini scoprono che il sapere è un luogo aperto, accogliente, fatto di esperimenti, storie, musica e relazioni. È così che si costruisce una scuola capace di evolvere e di rispondere ai bisogni del presente.»
«C’è un valore simbolico in queste due giornate - concludono l’Assessora alle Politiche Educative Clara Bertolo -. I bambini che oggi entrano nelle aule universitarie con curiosità e stupore potrebbero essere gli studenti di domani; i giovani universitari che li accompagnano diventeranno insegnanti in una scuola in continuo divenire, ricca di scoperte e nuove forme di didattica, pronta ad accogliere nuovi saperi. È un ponte che unisce istituzioni, comunità e generazioni, e che guarda con fiducia al futuro».