Descrizione
Si è svolta martedì 31 marzo, presso il Salone dell’Ecomuseo del Villaggio Leumann, una partecipata e intensa serata dedicata alla presentazione del libro “La vita spezzata di Guido Tieghi”. L’incontro ha registrato un pubblico numeroso e attento, profondamente coinvolto nel racconto di una vicenda umana e storica a lungo dimenticata. L'incontro, promosso dalla Città di Collegno e dall'Anpi, che ha inaugurato le celebrazioni dell’81° anniversario della Liberazione, ha visto gli interventi anche del Sindaco Matteo Cavallone, dell'assessore alla Costituzione e antifascismo, Clara Bertolo e della Presidente dell'Anpi Collegno Silvana Accossato.
L’autore Massimo Novelli, affiancato dal giornalista Marco Bonetto, ha ripercorso la drammatica parabola di Guido Tieghi: un promettente calciatore che sembrava avere tutto — affetti, famiglia e una carriera avviata — e che invece vide la propria vita distrutta a causa del suo passato da partigiano e della sua militanza comunista.
La narrazione ha riportato alla luce un periodo complesso del dopoguerra italiano, segnato da sospetti e tensioni, in cui molti ex partigiani furono vittime di procedimenti giudiziari ingiusti. Tieghi trascorse 15 mesi in carcere preventivo a seguito di una denuncia che si rivelò completamente infondata. La sua vicenda non fu isolata: migliaia di partigiani subirono processi per fatti inesistenti o per azioni riconducibili a operazioni di guerra.
Attraverso un approccio empatico e rigoroso, Novelli restituisce dignità e voce a una storia individuale che diventa emblematica di un’intera generazione. Come emerso nel corso della serata, dietro ai numeri e alle statistiche si celano sempre vite, percorsi e destini spezzati.
Un sentito ringraziamento è stato rivolto dagli organizzatori a Claudio Cirella e al Museo del Grande Torino per aver promosso l’iniziativa e contribuito a diffondere la conoscenza di questa storia. Presso il Museo è inoltre conservata la medaglia d’oro che il Grande Torino donò ai giocatori per la vittoria del campionato 1946/47, appartenuta a Guido Tieghi e successivamente donata dal figlio Dario.