“Come sto? Non lo so. Sono triste, confusa”

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I messaggi scritti dalle donne al Melograno di Collegno

Data pubblicazione:
03 Aprile 2026
Data scadenza:
07 Aprile 2026
Tempo di lettura:

Descrizione

Nel cuore del parco Dalla Chiesa di Collegno c’è un luogo che parla piano, ma arriva lontano. È il giardino dove cresce il melograno dedicato alle donne vittime di femminicidio. Accanto, da oltre un anno, è stata collocata una semplice cassetta delle lettere. Nessuna targa, nessuna celebrazione: solo un invito silenzioso a lasciare un pensiero, un’emozione, un frammento di vita da parte di coloro che vivono il parco. Non sono storie complete, non sono confessioni: sono piccoli lampi di umanità, lasciati da chi ha sentito che quel melograno e quella cassetta potevano accogliere senza giudicare.

In dodici mesi, sono tantissime le persone che hanno scelto di affidare qui messaggi scritti a mano. Parole che raccontano paure, solitudini, ricordi, ma anche forza, rinascita, gratitudine.

“Questa cassetta è diventata un luogo di comunità. Le parole che contiene ci ricordano che la Città non è fatta solo di strade e servizi, ma di relazioni, di fragilità condivise, di coraggio quotidiano - sottolinea il Sindaco della Città di Collegno Matteo Cavallone . C’è chi racconta una propria difficoltà, e accanto c’è chi lascia un consiglio di speranza. Collegno continuerà a essere una città che ascolta e che protegge, perché nessuna persona deve sentirsi sola nel momento del bisogno”.

Continua l’Assessora Ida Chiauzzi: “Ogni messaggio è un gesto di fiducia verso un luogo che non giudica. Sono parole che parlano di dolore, ma anche di forza. Come Amministrazione vogliamo continuare a costruire spazi dove le donne possano sentirsi libere, accolte e sostenute. Questa cassetta ci insegna che l’ascolto è già una forma di cura. Ovviamente qui lasciamo tutti i riferimenti per un sostegno psicologico o di antiviolenza presenti e attenti sul territorio. Ma le parole che possiamo leggere aiutano a capire che non dobbiamo mai distogliere l’attenzione dalla violenza di genere”.

Il Comune di Collegno ha deciso di raccogliere e custodire alcuni di questi messaggi, restituendoli alla Città come testimonianza di quanto uno spazio pubblico possa diventare un luogo di cura condivisi. Tra i pensieri raccolti, c’è chi scrive la propria paura con delicatezza, chi racconta un percorso di cambiamento, chi affida alla carta un dolore antico, chi trova in quel posto un’amicizia che sostiene, chi spera di essere amata, chi rivendica la propria libertà con un sorriso.

“Sono Anna. Oggi non mi ha insultata, per fortuna, ma mi aspetto presto qualcosa di brutto”. “Per fortuna non sono vittima di violenza, volevo solo empatizzare per quello che fate. Come sto oggi? Non lo so: triste, confusa, sola. Sto lavorando per cambiare la mia vita, spero di farcela”. Non mancano i messaggi di chi risponde a queste piccole confessioni: “Non sei sola. Forza”. “Sentiti libera sempre”. E ancora: “Apri la finestra: per la tua salute c’è un bel sole splendente. Chiedi aiuto al tuo sole”.

Leggendo altre pagine: “Sono Federica. Quando ti manca una persona alla quale hai voluto tanto bene ti senti vuota, ti mancano i piccoli gesti e poi arrivano i ricordi. La vita ricomincia”. “Questo posto… vengo sempre con la mia amica Silvia, mi ascolta. Mi sento felice”.

Continua: “Vado a portare i bimbi al parco, sperando che mi vogliano bene”. “Ho dato tanto amore alle mie figlie ma non sono mai stata contraccambiata. Ora voglio pensare a me. Alla mia età, 60 anni, mi fa male ma mi tiene il sorriso pensare a quanto mi hanno dato i miei genitori. Grazie. La vita è bella, nonostante tutto”.

Ultimo aggiornamento: 03/04/2026, 09:19

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