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GEMELLATA CON
COLLEGNO NEL 2003

Il toponimo Gaiba deriverebbe dalla parola Gaybo dal significato di torrente, corso d'acqua, ma pure alveo di un fiume, in sostanza un nome derivato dall'acqua. L'antica "Viam de Gaiba" è ricordata per la prima volta in un documento dell'anno 1158, e poi nel 1175.
Gaiba si inserisce nel contesto comune a tutte le popolazioni Polesane ed in particolare della fascia rivierasca del Fiume Po.
Agli inizi del '900, in un contesto sociale quasi esclusivamente agricolo, la popolazione viveva in condizioni di estrema povertà. La grande guerra del '15 e '18, le rovinose e umilianti vicende del ventennio fascista culminate con lo scoppio della 2ª Guerra Mondiale, hanno contribuito ulteriormente ad aggravare le sofferenze umane e sociali della gente.
L'avvento della democrazia e la conseguente costituzione delle rappresentanze istituzionali, in particolare quelle locali, avviarono l'opera di ricostruzione socio economica.
Gaiba, insieme a tanti altri Comuni del Polesine, già duramente colpiti dalle vicende della guerra, dovette sopportare un'ulteriore catastrofe; con la rottura degli argini del Po a Occhiobello (Novembre 1951), gran parte del territorio del paese fu sommerso dalle acque.
Negli anni che seguirono e per due decenni, Gaiba subì una forte emigrazione.
Ma nonostante le grandi difficoltà e sia pure a prezzo di innumerevoli sacrifici, il paese ha saputo pian piano risollevarsi , grazie all'impegno e alla dedizione sia della popolazione rimasta e dei suoi amministratori, sia dei compaesani emigrati, mai dimentichi della loro origine.
Negli anni '70 e successivi Gaiba ha avuto un notevole sviluppo urbanistico ed economico. La nascita di molte realtà artigiane, il rinnovato comparto agricolo con la presenza di numerose aziende coltivatrici dirette, l'insediamento di alcune attività industriali significative, hanno portato il paese ad un buon livello socio-economico.
Gaiba oggi rappresenta un piccolo centro dove si vive bene.
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