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Narrazione

Esperienza dell'educatrice Maria teresa Iacono

Tutti i bambini che ho conosciuto in questi anni di lavoro con loro, mi hanno lasciato un ricordo piacevole. Per questo motivo non mi è semplice parlare di uno in particolare, ma scavando nei miei sentimenti, un'esperienza molto positiva me l'ha lasciata un bambino di nome Nader. Nader è un bimbo stupendo di origine marocchina da parte della mamma e giordano da parte del papà. E' stato uno dei primi bambini inseriti in quell'anno e i suoi grandi occhi mi colpirono dal primo momento. Nader aveva otto mesi quando sua mamma lo ha messo sulle mie braccia e mi ha detto: "Io sono la sua mamma, tu sarai la sua seconda mamma". Io rimasi stupita di queste parole, ma Nader durante i tre anni trascorsi insieme si legò a me davvero molto. Era un bambino sorridente, con uno sguardo molto profondo e tanta voglia di coccole. A volte se ne stava in silenzio a fissarmi da un angolo della sezione cercando il modo giusto per attirare la mia attenzione e ci riusciva perchè non sentendomi toccare le gambe, mi accorgevo che lui non c'era. Ha imparato a camminare con noi di sezione, ha detto le sue prime parole con noi, per i primi tre anni della sua vita mi ha fatto partecipe dei suoi momenti di crescita. E' sempre stato un bambino pieno di voglia di esplorare il mondo che lo circondava, vivace ma ubbidiente. Gli ultimi mesi trascorsi con me sono stati particolari sia per lui che per me che lo seguivo giornalmente. I suoi genitori si erano separati e lui stava un po' con la mamma e un po' con il papà. Nader ne ha risentito un po' ma per fortuna aveva una sorella maggiore che lo coccolava tantissimo ed era presente nei momenti di bisogno. Prima della fine dell'anno scolastico, la casa dove abitava con la mamma s'incendiò e quella mattina ricordo che Nader arrivò al Nido che sapeva di fumo con gli occhi terrorizzati. Ci fu una gara spietata di solidarietà finchè non riuscirono a rimettersi in quadro. Alla fine dell'anno scolastico ci fu una grande festa per tutti con l'augurio più sincero per l'inizio di una nuova esperienza altrettanto positiva alla scuola materna, e per me fu molto difficile lasciarlo andare. Quel giorno eravamo in due a piangere, triste e felice insieme. Triste perchè non sarebbe più stato con me, felice perchè Nader era un bambino sereno che mi aveva dato tanto e a cui io avevo dato tanto arricchendoci a vicenda. Ho imparato molto da lui, della loro cultura, dei loro modi di essre, di pensare. Adesso Nader è all'ultimo anno di scuola materna e lo vedo ancora di tanto in tanto ma sempre con molto piacere e lui ha sempre per me il suo bel sorriso, una carezza e un bacio.

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