Daniela Voglino
Sono la mamma di Federico, alcuni di voi già mi conoscono e conoscono una parte della storia di Federico.
Federico ha avuto un percorso scolastico assolutamente normale.
Ha frequentato le elementari, le medie e adesso frequenta le superiori. A noi per iscriverlo nelle varie scuole è bastato compilare un foglio con i suoi dati anagrafici, perché la legislazione italiana sancisce l'inserimento scolastico in ogni ordine e grado delle persone diversabili. Quindi questo fatto è stato fondamentale per l'evoluzione di nostro figlio.
Negli anni passati i suoi miglioramenti erano impercettibili, era molto difficile contenerlo, non riusciva a stare seduto a lungo in classe.
Anche a casa era molto faticoso fargli fare i compiti. Però piano piano col passare del tempo le cose sono migliorate. Per esempio l'ultimo anno delle medie Federico ha sostenuto l'esame di Stato con le risposte multiple, ottenendo la promozione. Comunque la strada era ancora lunga.
Nei primi due anni di superiori, Federico cominciava ad essere più positivo, più presente, più contenuto. Riusciva a restare in classe per più tempo.
Le sue richieste erano più precise. Anche a casa i compiti che gli venivano assegnati venivano svolti con la comunicazione facilitata e con le risposte multiple. Le prime volte sono state faticose, perché Federico non riusciva a stare seduto a lungo, ma col passare del tempo questi momenti si sono allargati sempre di più. Anche a scuola riusciva a restare in classe con i compagni per più tempo. In questo ultimo anno scolastico i risultati dal punto di vista didattico sono stati veramente ottimi. Quest'anno Federico ha svolto verifiche, interrogazioni alla lavagna, sempre con le risposte multiple, ha svolto i compiti a casa, passando interi pomeriggi sui libri o usando la tastiera del computer per rispondere alle domande.
La sua concentrazione è aumentata, le sue richieste sono più precise e questo non fa che aumentare sempre più la sua capacità di relazionarsi con il mondo.
Inoltre quest'anno siamo riusciti con molta fatica a far partecipare Federico alla gita scolastica senza la nostra presenza; la scuola avrebbe dovuto per legge trovare un accompagnatore ma ha fatto di tutto per non trovarlo e quindi non portare nostro figlio in gita.
Noi non ci siamo arresi e l'accompagnatrice l'abbiamo trovata, dando così la possibilità a Federico di dimostrare ai suoi compagni e agli insegnanti il suo valore.
All'inizio della mia testimonianza ho detto che i ragazzi diversabili sono accettati obbligatoriamente per legge nelle scuole. Questa è una condizione necessaria per i nostri figli per ciò che riguarda l'integrazione, ma purtroppo non è sufficiente.
Noi come famiglia nella scuola superiore che Federico sta frequentando, abbiamo trovato una chiusura totale. Non ci accettano come figure che possono aiutare ad instaurare un rapporto con nostro figlio. Considerano Federico come una persona da assistere e non come uno studente che ha delle capacità scolastiche. Assistenza che non funziona nemmeno come dovrebbe, perché, per esempio, Federico (e non solo) durante l'ora di ginnastica non viene aiutato a cambiarsi ma corre, gioca e suda con gli stressi abiti con cui esce di casa.
Questa situazione però è destinata a cambiare.
Con lo spirito su cui si basa la Pedagogia dei Genitori e cioè: dare fiducia al soggetto diversabile, prendere in considerazione la famiglia come primi educatori, riusciremo a far crollare questo muro di indifferenza e di superficialità, utilizzando gli strumenti che la legislazione italiana ci mette a disposizione.
Sarebbe stato bello poterlo fare in modo automatico.
Sarebbe stato bello trovare persone sensibili e disponibili a trattare Federico come un soggetto attivo, ma purtroppo non è così.